Progetto 2010 - Innovazione e green technology

Innovazione e green technology nelle imprese metalmeccaniche dopo la crisi globale

Due anni fa, esattamente nel dicembre 2008, si chiudeva il primo progetto di indagine sul settore industriale della subfornitura meccanica proposto e svolto da Apindustria Padova (oggi Confapi Padova) con il cofinanziamento dalla Camera di Commercio locale. Una ricerca espressione di una genesi ideativa datata inizio anno 2007.  
Il progetto, così come era stato allora pensato, aveva voluto individuare all’interno del territorio padovano un’attività manifatturiera svolta da una tipologia di imprese che si trovasse, in una oggettiva difficoltà di mercato causata principalmente da fattori concorrenziali maturati dai nuovi scenari commerciali e produttivi interni all’Unione Europea (determinati dalla manovra di allargamento e inclusione di molti paesi dell’Est Europa) ed esterni (in primis l’affermazione della Cina e di una serie di Paesi dell’area dell’Africa mediterranea).       
Era stata così identificata l’attività della subfornitura nel settore della meccanica. Area rappresentata all’interno della provincia padovana da oltre 4 mila aziende di diversa dimensione strutturale. 
Le imprese operanti con tale caratteristica, già dal 2005 si trovavano in difficoltà risentendo di una situazione di crisi settoriale. La loro caratteristica di estrema dipendenza, le rendeva contrattualmente deboli e facilmente surrogabili dai loro clienti che oltremodo, di fronte a politiche competitive di mercato internazionale aggressive, indirizzavano le loro scelte più sulla realizzazione di un prodotto con un prezzo finale contenuto (e perciò realizzato con basso costo di materiale e di produzione) che non sulla elevata qualità dello stesso. 
Proprio per definire meglio quali avrebbero potuto essere le più adeguate future politiche di supporto alle piccole e medie industrie della subfornitura nella provincia, si decise di indagare e conoscere la situazione in essere attraverso uno studio capillare. 
L’indagine, strutturata sostanzialmente in tre fasi , doveva  arrivare a permettere la redazione di una mappatura delle imprese che stessero affrontando quello specifico momento di mercato con una visione e una strategia non tanto di debolezza difensivistica, quanto di mera e propria forza di resistenza e attacco, avendo deciso preliminarmente, e con una linearità di percorso, di investire, anziché ridurre, comprimere e tagliare.
Una decisione, quella dell’investire nell’innovazione, non così facile da essere attuata da parte delle piccole e medie imprese, focus dimensionale mirato dall’indagine, a causa sia delle ridotte risorse economiche e finanziarie, sia, altro fattore analizzato successivamente , dalla scarsa propensione a “fare gruppo”, sistema o rete .
L’innovazione tecnologica è sempre stata un tema con il quale qualsiasi impresa si è dovuta confrontare, indipendentemente dalla propria dimensione strutturale e settore di attività, per potersi gestire con efficienza ed efficacia all’interno del mercato .
Si parte dall’informatizzazione e dall’utilizzo del web per pubblicizzare la propria capacità produttiva e interfacciarsi con i clienti, acquisiti o potenziali, per arrivare al perfezionamento e alla personalizzazione dell’automatizzazione di alcune fasi di lavorazione oppure dei macchinari del  processo produttivo. Tutto questo viene definito come attività o investimento per l’innovazione tecnologica aziendale. Ma considerando i risultati ottenuti dall’indagine la semplice teoria (talvolta semplicistica) si è dimostrata distante dalla concreta realizzazione. 
In assenza di questa vision, in un mondo in continuo cambiamento con repentine accelerazioni e brusche frenate, l’impresa risulta irrimediabilmente diretta verso una sua invisibilità e, conseguente, scomparsa dal mercato.
Il progetto apripista aveva permesso di verificare l’esistenza di alcune realtà imprenditoriali che, pure essendo di piccole e medie dimensioni, si muovevano strategicamente all’indirizzo di una “proattività”. Aziende che cercavano di cavalcare il cambiamento, accettando le sfide, desiderose di vincere la competizione e non cercando solo di sopravvivere, come spesso avviene,.
Il sopraggiungere della forte crisi generale mondiale che tutti ben conosciamo, il cui inizio è stato ufficialmente decretato nell’autunno 2008, periodo coincidente con la fase di chiusura dell’indagine progettuale, ha dettato nuove aree buie negli scenari futuri delle imprese della subfornitura meccanica che, come già detto, lottavano con la loro crisi locale e di settore da oltre un lustro. 
Il progetto successivo, realizzato poi nel corso del 2009, voluto come naturale sviluppo e prosecuzione di quello del 2008, aveva come oggetto il diffondere tra le PMI padovane della subfornitura meccanica la cultura dell’innovazione tecnologica. 
Ciò poteva e doveva avvenire attraverso la valorizzazione dell’operato delle imprese virtuose (eccellenti) e delle loro buone pratiche. Attraverso un sito web dedicato  e un ciclo di seminari tematici , si puntò a definire un network informativo capace di essere a sua volta veicolo di trasmissione, tra le realtà del territorio, di una cultura d’impresa volta all’innovazione quale strumento efficace per una maggiore capacità competitiva . 
Tutti gli incontri svolti con le aziende in quel periodo diedero la chiara e vera dimensione della difficoltà vissuta. La voglia di continuare a competere e innovare veniva repressa nei fatti da un sistema bancario (elemento principale di appoggio delle aziende per la raccolta delle risorse necessarie all’innovazione ) totalmente coinvolto e travolto dalla crisi. Un sistema, quello finanziario in generale, che risultava non essere quasi più in grado di supportare neanche la domanda delle imprese scaturita dalle necessità derivanti dalla gestione ordinaria e, quindi, tantomeno, capace  di supportare quella strategica dell’investimento. 
Un mercato ancora oggi in difficoltà, quello della meccanica, che aveva già consistentemente limato i propri margini di guadagno e redditività (processo già rilevato nel corso dell’indagine 2007) a causa della forte concorrenza produttiva extra europea e il conseguente abbassamento dei prezzi al consumo anche a discapito della qualità del prodotto. Adesso le aziende vedono aggiungersi una impossibilità di pianificare la propria produzione causata dalla riduzione, nelle quantità e nei tempi, degli ordini dei clienti, che a loro volta non vedono spazi e luci per tracciare un loro chiaro percorso strategico.  
L’attuale progetto, del quale questa pubblicazione è sostanzialmente l’atto di riepilogo e chiusura, è figlio di tutto quanto appena citato. Cerca di indagare come, in questi due lunghi anni, le PMI della subfornitura meccanica abbiano affrontato problemi e paure cercando, se possibile, di ridisegnare le loro strategie. Imprese che abbiano subito le difficoltà e, da visionarie, ripensato gli scenari ridisegnando la loro capacità produttiva per metterla al servizio di nuovi clienti oppure di vecchi clienti a loro volta riposizionati.
E’ una indagine, quella che qui si riporta nei risultati, che ha mirato a valutare il cambiamento, l’innovazione, la creatività, la sensibilità ai nuovi temi della domanda mondiale, l’istinto e la determinazione degli imprenditori della subfornitura meccanica appartenenti all’area padovana. Ma non solo. Confrontando i dati si è puntato a realizzare una mappa dei danni e delle opportunità che questa crisi mondiale ha generato e che qui, in Europa, in Italia, nel Nordest, purtroppo, risulta non essere ancora terminata.

Due anni fa, esattamente nel dicembre 2008, si chiudeva il primo progetto di indagine sul settore industriale della subfornitura meccanica proposto e svolto da Apindustria Padova (oggi Confapi Padova) con il cofinanziamento dalla Camera di Commercio locale. Una ricerca espressione di una genesi ideativa datata inizio anno 2007.  

Il progetto, così come era stato allora pensato, aveva voluto individuare all’interno del territorio padovano un’attività manifatturiera svolta da una tipologia di imprese che si trovasse, in una oggettiva difficoltà di mercato causata principalmente da fattori concorrenziali maturati dai nuovi scenari commerciali e produttivi interni all’Unione Europea (determinati dalla manovra di allargamento e inclusione di molti paesi dell’Est Europa) ed esterni (in primis l’affermazione della Cina e di una serie di Paesi dell’area dell’Africa mediterranea).       

Era stata così identificata l’attività della subfornitura nel settore della meccanica. Area rappresentata all’interno della provincia padovana da oltre 4 mila aziende di diversa dimensione strutturale. 

Le imprese operanti con tale caratteristica, già dal 2005 si trovavano in difficoltà risentendo di una situazione di crisi settoriale. La loro caratteristica di estrema dipendenza, le rendeva contrattualmente deboli e facilmente surrogabili dai loro clienti che oltremodo, di fronte a politiche competitive di mercato internazionale aggressive, indirizzavano le loro scelte più sulla realizzazione di un prodotto con un prezzo finale contenuto (e perciò realizzato con basso costo di materiale e di produzione) che non sulla elevata qualità dello stesso. 

Proprio per definire meglio quali avrebbero potuto essere le più adeguate future politiche di supporto alle piccole e medie industrie della subfornitura nella provincia, si decise di indagare e conoscere la situazione in essere attraverso uno studio capillare. 

L’indagine, strutturata sostanzialmente in tre fasi , doveva  arrivare a permettere la redazione di una mappatura delle imprese che stessero affrontando quello specifico momento di mercato con una visione e una strategia non tanto di debolezza difensivistica, quanto di mera e propria forza di resistenza e attacco, avendo deciso preliminarmente, e con una linearità di percorso, di investire, anziché ridurre, comprimere e tagliare.

Una decisione, quella dell’investire nell’innovazione, non così facile da essere attuata da parte delle piccole e medie imprese, focus dimensionale mirato dall’indagine, a causa sia delle ridotte risorse economiche e finanziarie, sia, altro fattore analizzato successivamente , dalla scarsa propensione a “fare gruppo”, sistema o rete .

L’innovazione tecnologica è sempre stata un tema con il quale qualsiasi impresa si è dovuta confrontare, indipendentemente dalla propria dimensione strutturale e settore di attività, per potersi gestire con efficienza ed efficacia all’interno del mercato .

Si parte dall’informatizzazione e dall’utilizzo del web per pubblicizzare la propria capacità produttiva e interfacciarsi con i clienti, acquisiti o potenziali, per arrivare al perfezionamento e alla personalizzazione dell’automatizzazione di alcune fasi di lavorazione oppure dei macchinari del  processo produttivo. Tutto questo viene definito come attività o investimento per l’innovazione tecnologica aziendale. Ma considerando i risultati ottenuti dall’indagine la semplice teoria (talvolta semplicistica) si è dimostrata distante dalla concreta realizzazione. 

In assenza di questa vision, in un mondo in continuo cambiamento con repentine accelerazioni e brusche frenate, l’impresa risulta irrimediabilmente diretta verso una sua invisibilità e, conseguente, scomparsa dal mercato.

Il progetto apripista aveva permesso di verificare l’esistenza di alcune realtà imprenditoriali che, pure essendo di piccole e medie dimensioni, si muovevano strategicamente all’indirizzo di una “proattività”. Aziende che cercavano di cavalcare il cambiamento, accettando le sfide, desiderose di vincere la competizione e non cercando solo di sopravvivere, come spesso avviene.

Il sopraggiungere della forte crisi generale mondiale che tutti ben conosciamo, il cui inizio è stato ufficialmente decretato nell’autunno 2008, periodo coincidente con la fase di chiusura dell’indagine progettuale, ha dettato nuove aree buie negli scenari futuri delle imprese della subfornitura meccanica che, come già detto, lottavano con la loro crisi locale e di settore da oltre un lustro. 

Il progetto successivo, realizzato poi nel corso del 2009, voluto come naturale sviluppo e prosecuzione di quello del 2008, aveva come oggetto il diffondere tra le PMI padovane della subfornitura meccanica la cultura dell’innovazione tecnologica. 

Ciò poteva e doveva avvenire attraverso la valorizzazione dell’operato delle imprese virtuose (eccellenti) e delle loro buone pratiche. Attraverso un sito web dedicato  e un ciclo di seminari tematici , si puntò a definire un network informativo capace di essere a sua volta veicolo di trasmissione, tra le realtà del territorio, di una cultura d’impresa volta all’innovazione quale strumento efficace per una maggiore capacità competitiva . 

Tutti gli incontri svolti con le aziende in quel periodo diedero la chiara e vera dimensione della difficoltà vissuta. La voglia di continuare a competere e innovare veniva repressa nei fatti da un sistema bancario (elemento principale di appoggio delle aziende per la raccolta delle risorse necessarie all’innovazione ) totalmente coinvolto e travolto dalla crisi. Un sistema, quello finanziario in generale, che risultava non essere quasi più in grado di supportare neanche la domanda delle imprese scaturita dalle necessità derivanti dalla gestione ordinaria e, quindi, tantomeno, capace  di supportare quella strategica dell’investimento. 

Un mercato ancora oggi in difficoltà, quello della meccanica, che aveva già consistentemente limato i propri margini di guadagno e redditività (processo già rilevato nel corso dell’indagine 2007) a causa della forte concorrenza produttiva extra europea e il conseguente abbassamento dei prezzi al consumo anche a discapito della qualità del prodotto. Adesso le aziende vedono aggiungersi una impossibilità di pianificare la propria produzione causata dalla riduzione, nelle quantità e nei tempi, degli ordini dei clienti, che a loro volta non vedono spazi e luci per tracciare un loro chiaro percorso strategico.  

L’attuale progetto, del quale questa pubblicazione è sostanzialmente l’atto di riepilogo e chiusura, è figlio di tutto quanto appena citato. Cerca di indagare come, in questi due lunghi anni, le PMI della subfornitura meccanica abbiano affrontato problemi e paure cercando, se possibile, di ridisegnare le loro strategie. Imprese che abbiano subito le difficoltà e, da visionarie, ripensato gli scenari ridisegnando la loro capacità produttiva per metterla al servizio di nuovi clienti oppure di vecchi clienti a loro volta riposizionati.

E’ una indagine, quella che qui si riporta nei risultati, che ha mirato a valutare il cambiamento, l’innovazione, la creatività, la sensibilità ai nuovi temi della domanda mondiale, l’istinto e la determinazione degli imprenditori della subfornitura meccanica appartenenti all’area padovana. Ma non solo. Confrontando i dati si è puntato a realizzare una mappa dei danni e delle opportunità che questa crisi mondiale ha generato e che qui, in Europa, in Italia, nel Nordest, purtroppo, risulta non essere ancora terminata.

 

Contenuto del progetto

Parte I - Il settore della meccanica: andamento e tattiche

Parte II - La ricerca progettuale

Parte III - Il questionario 2010: elaborazione e risultati

Parte IV - La comparazione dei risultati 2010 con l'indagine 2008

Parte V - Le eccellenze dell'innovazione

Conclusioni e considerazioni finali

Pubblicazione finale