Confapi: Bene parole Conte su Pmi ma attendiamo i fatti

del 06.06.2018

“Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato delle Pmi, descrivendo in maniera perfetta i piccoli e medi industriali italiani capaci “attraverso mille difficoltà di tenere alta la tradizione di impegno e laboriosità che costituisce una delle caratteristiche più autentiche del nostro tessuto produttivo, a tutti i livelli, in tutti i settori”. Lo dichiara Maurizio Casasco commentando le parole del premier nel corso del suo discorso programmatico al Senato.

“Anche noi di Confapi – rileva Casasco – riteniamo che la Piccola e Media Industria privata Italiana sia un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale e vada per questa ragione tutelata e preservata nonché finalmente aiutata a raccogliere le sfide presenti e future”.

“Allo stesso tempo voglio però ricordare – aggiunge Casasco – come abbiamo anche scritto nella lettera aperta pubblicata alla vigilia delle elezioni del 4 marzo, che le Piccole e Medie imprese italiane dalle forze politiche si aspettano serietà e non il triste spettacolo delle false promesse. Da settant’anni siamo al fianco di uomini e donne che con ingegno e tenacia garantiscono l’impiego, e quindi la certezza del presente e la dignità del futuro, a un milione di lavoratori e alle loro famiglie. Siamo protagonisti dell’eccellenza manifatturiera italiana e la esportiamo in tutto il mondo. Crediamo e vogliamo continuare a credere nel nostro Paese, ma per poterlo fare è necessaria una classe politica che ci assomigli, coraggiosa e concreta che risponda con la serietà e la responsabilità di chi, come noi, guarda in faccia i propri dipendenti ogni giorno”.

“Ci auguriamo di cuore – conclude il Presidente di Confapi – che le parole di Conte siano il viatico per un vero e coraggioso cambio di passo da parte della politica che deve essere davvero capace, ora come non mai, di innescare un circolo virtuoso per lo sviluppo e la crescita del Paese. Come Confapi, ancora una volta, siamo pronti a fare la nostra parte”.

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