CONFAPI PADOVA AL FIANCO DEL PRESIDENTE NAZIONALE MAURIZIO CASASCO. «LE BATTAGLIE CHE CI LEGANO: RILANCIO DEL SISTEMA PRODUTTIVO, LOTTA ALLE TASSE E ALLA BUROCRAZIA, SEMPLIFICAZIONE CONTRATTUALE»

del 30.10.2018

L’Assemblea nazionale della Confederazione ha confermato all’unanimità Casasco al vertice. Carlo Valerio, presidente di Confapi Padova: «A lui le nostre congratulazioni e l’in bocca al lupo per le sfide che ci attendono: solo investire sul sistema produttivo può rilanciare l’Italia. Immorale che il carico fiscale sui profitti d’impresa superi il 65%, troppo poche le imprese “gazzelle”, serve un Laboratorio d’impresa nazionale».

Maurizio Casasco è stato riconfermato all’unanimità presidente nazionale di Confapi, nel corso dell’assemblea della Confederazione italiana della piccola e media industria privata che si è tenuta a Roma. Una candidatura, la sua, sostenuta con forza da Confapi Padova, presente nell’occasione con il presidente Carlo Valerio, il presidente nazionale dei Giovani Imprenditori Jonathan Morello Ritter, il presidente nazionale di Confapi Sanità Massimo Pulin e il direttore Davide D’Onofrio.

«Le battaglie di Casasco sono anche le nostre, per questo non possiamo che rivolgergli le più sentite congratulazioni e fargli l’in bocca al lupo per le sfide che ci attendono», afferma Valerio. «I punti chiave del suo mandato triennale, come ha ricordato nel corso dell’intervento che ha animato l’Assemblea, verteranno sulle tasse, la “madre di tutte le battaglie”; sulla burocrazia, per cui l’imprenditore italiano impiega, o meglio butta, un mese di lavoro per assecondarla, e sul rapporto col sindacato, fuori da ogni logica concertativa e ideologica. Come ho ricordato nel corso del mio intervento all’Assemblea nazionale, Confapi è chiamata a far sentire sempre più la sua voce a tutti i livelli e a giocare un ruolo di proposta continua, di stimolo critico nei confronti della classe dirigente e di potenziale rottura del sistema quando le inefficienze e le resistenze di questo si ripercuotono sul sistema produttivo. Casasco ha dimostrato di avere le qualità e le capacità per guidarla lungo questa linea».

Confapi, oggi, a livello nazionale rappresenta gli interessi di 83 mila imprese con più di 800 mila addetti che applicano i 13 contratti nazionali di lavoro firmati dalla Confederazione, conta 50 sedi territoriali e distrettuali, 13 Unioni nazionali e 3 Associazioni nazionali di categoria a cui si aggiungono 2 Gruppi di interesse. Il messaggio inviato da Casasco, che guiderà Confapi per il terzo mandato consecutivo, è forte, chiaro e innovativo. «Occorre superare», ha ricordato nel corso dell’Assemblea, «la logica antica di contrapposizione che ha per secoli contraddistinto la vita sindacale. L’Industria privata italiana e i suoi lavoratori sono un tutt’uno che deve trovare nuovi modelli esistenziali. Bisogna anticipare le scelte governative proponendo nuovi stili di vita e riaffermando la distanza dall’idea che l’uomo possa essere un mero consumatore. Per fare ciò occorre essere direttamente presenti soprattutto in Europa, senza inutili rappresentanze politiche, per far in modo che anche lì venga riconosciuta la specialità della industria privata italiana e che ad essa venga attribuito il sostegno di cui ha bisogno. È vergognoso che uno Stato che voglia dirsi tale non onori ancora con tempestività le proprie obbligazioni pecuniarie - portando con ciò imprese al default - e che la vicenda dei pagamenti tra privati sia abbandonata al mero diritto civile senza accorgersi che per questa strada si consente al pesce più grande (la grande industria assistita) di far scomparire il pesce più piccolo».

Per Casasco, «se da un lato la Commissione UE ha bocciato la manovra italiana, noi rilanciamo non più con la semplice proposta di un ministero per le Pmi, ma con la costituzione di un vero e proprio organismo di riferimento delle piccole e medie industrie private. Bene o male che sia, è un fatto oggi che il nostro futuro si decida a Bruxelles. L’Italia è un contribuente netto dell’UE ed è necessario che le risorse tornino in Italia a beneficio diretto del sistema produttivo, senza mediazione politica».

«Da troppo tempo il total tax rate», ha sottolineato Casasco, «ovverosia il carico fiscale complessivo sui profitti d’impresa, supera la quota immorale del 65%. Un Paese che fa pagare a chi lavora 70 su 100 e che, invece, dà a chi non lavora 80 su 100 si commenta da solo. Occorre creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i nostri giovani, perché la crescita la crea il lavoro e il lavoro lo crea l’industria, sempre che questa sia liberata dalla burocrazia e dagli effetti del cuneo fiscale. Penso a un grande “Laboratorio d’impresa” a livello nazionale, in cui tutti noi imprenditori possiamo condividere il nostro bagaglio di nozioni e di esperienze e trasmetterlo a tutti quei giovani che vogliano aggredire il futuro creando nuove imprese. Se le imprese “gazzelle”, cioè quelle giovani a forte crescita, rappresentano solo lo 0,2% delle imprese manifatturiere e solo lo 0,4% di quelle del settore servizi è perché in Italia è andato in scena un colossale fallimento: la mancata modernizzazione, il mancato snellimento della macchina burocratica e amministrativa, la mancata rivoluzione fiscale».

«Penso», ha concluso il presidente nazionale di Confapi, «alla costituzione di un “Innovation Lab”. Uno spazio cognitivo, fisico e virtuale capace di generare contesti ad alta propensione innovativa che possa fungere da hub per far incontrare persone, aziende, centri di ricerca, idee con l’obiettivo di promuovere innovazione e progetti imprenditoriali in ottica di spin-in e con una chiara mission ad alto impatto di innovazione sociale. Uno spazio fisico e virtuale dove erogare servizi di formazione, ricerca tecnologica, design industriale, accelerazione e strategia a industrie, startupper, ricercatori e studenti (aspiranti imprenditori), per favorire la co-creazione di start-up, spin-off e spin-in. Un luogo da cui escano brevetti, nuove conoscenze applicate, nuove gemmazioni particolari di quella grande gemma che è il Made in Italy».

Bresciano d’adozione, Maurizio Casasco è nato a Rivanazzano Terme (Pv) nel 1954. Laureato in medicina e specializzato in medicina dello sport, ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali. Attualmente, oltre ad essere presidente ed amministratore delegato di un’azienda bresciana operante nel settore della diagnostica strumentale, è primo vicepresidente europeo Ceapme (Confederazione europea della piccola e media industria). Ricopre la carica di presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana e di quella Europea ed è membro del Consiglio nazionale del Coni, consigliere indipendente della Lega Calcio A, consigliere dell’Ispi e membro del consiglio di amministrazione dell’Università di Roma “Foro Italico”. Guida Confapi dal 2012.

Nella foto Carlo Valerio e Maurizio Casasco

Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
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