L’appello congiunto lanciato martedì 24 febbraio nel corso di un incontro promosso dalla Camera di Commercio di Padova: «Progetti di welfare territoriale per arginare lavoro povero e disuguaglianze». Il vescovo Cipolla ha evidenziato come la Caritas stia rilevando un aumento dei lavoratori poveri, che pur avendo un’occupazione devono ricorrere alla rete assistenziale perché con il loro stipendio non riescono a sostenere le spese.
L’aumento delle disuguaglianze sociali, il fenomeno del “lavoro povero”, la preoccupazione per il futuro dei giovani e la sostenibilità generazionale, insieme alle possibili risposte da mettere in campo attraverso il welfare territoriale: sono stati questi i temi al centro dell’incontro tra il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, e i rappresentanti delle categorie economiche padovane, promosso dalla Camera di Commercio e ospitato ieri nella sede di piazza Insurrezione.
All’appuntamento ha partecipato anche Confapi Padova, rappresentata dal vicepresidente Franco Pasqualetti e dal vicedirettore Hamidreza Mehri, portando il punto di vista delle piccole e medie imprese del territorio.
«Dal punto di osservazione Caritas e della rete assistenziale – ha spiegato il vescovo – rileviamo un aumento dei lavoratori poveri e la diminuzione, in proporzione, della presenza di soggetti completamente esclusi dal mercato del lavoro. Molte forme di povertà non coincidono più con l’esclusione sociale. Buona parte delle persone a basso reddito lavora e mantiene reti relazionali attive. Ma è un’integrazione fragile e instabile. Le analisi mostrano un processo di normalizzazione della povertà, che tende a diventare parte ordinaria della vita quotidiana e a perdere riconoscibilità pubblica».
Una riflessione sostenuta anche dai dati: «Negli ultimi cinque anni i salari reali italiani sono calati dell’8%, con punte del 10% nei servizi. Serve unità sindacale e collaborazione con le categorie – ha proseguito mons. Cipolla – affinché il lavoro recuperi il suo reale valore economico: salario minimo legale, rinnovo puntuale dei contratti collettivi, riforma del sistema fiscale che oggi erode il reddito da lavoro e tutela le rendite. Garantire condizioni di vita dignitose significa porre le basi per una convivenza pacifica».
Un’analisi condivisa dal Presidente della Camera di Commercio, Antonio Santocono: «La sicurezza non può essere ridotta alla sola dimensione del controllo. Una comunità è sicura quando riduce le disuguaglianze, quando offre lavoro dignitoso, quando non lascia indietro le fragilità. Senza coesione sociale non esiste sicurezza economica duratura. Creare valore economico resta essenziale, ma deve andare di pari passo con la creazione di valore sociale».
Sul tema del welfare territoriale, il vescovo Cipolla ha rilanciato una proposta alle imprese, auspicando che possa tradursi in progetti concreti, come già avvenuto con l’appello del gennaio 2025 per la costituzione di un fondo dedicato al disagio abitativo, oggi divenuto un progetto operativo coordinato dal Comune di Padova con il coinvolgimento della Camera di Commercio.
«Riconosciamo il valore del welfare aziendale – ha aggiunto mons. Cipolla – ma ne vediamo anche i limiti: rischia di ampliare le disuguaglianze, perché i benefici variano molto tra imprese. Da qui la domanda: possiamo essere promotori di alleanze capaci di estendere alcuni benefici anche ai lavoratori delle realtà più piccole? È un’idea che affido alle categorie, ai sindacati, alle istituzioni e agli attori sociali, certo che possa stimolare una creatività collaborativa».
Un invito raccolto dai presenti, tra cui Confapi Padova, che ha ribadito l’importanza di un welfare territoriale capace di sostenere famiglie, giovani, lavoratori e imprese, integrando pubblico, privato e terzo settore. Tra le ipotesi emerse, anche quella di inserire questo orizzonte nella nuova riforma degli ambiti territoriali sociali, destinati a diventare il fulcro dell’organizzazione dei servizi sociali e socio-sanitari.
Il confronto, molto partecipato, ha toccato numerosi altri temi: il rapporto tra giovani e lavoro, l’attrattività del territorio, l’inverno demografico, il disagio abitativo, il ruolo del volontariato come palestra di cittadinanza e la dimensione spirituale del lavoro.
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