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ESPRESSO TALKS, LA RICERCA UNIPD: UNO STUDENTE SU TRE HA UN’IDEA D’IMPRESA, MA SERVONO FORMAZIONE, TUTELE E MODELLI FEMMINILI

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Successo per la seconda edizione dell’evento promosso al San Gaetano dal Comitato per l’Imprenditoria Giovanile. Laura Sposato): «Dati incoraggianti, ma dobbiamo colmare il gap di conoscenza e valorizzare i modelli femminili». Presentata la ricerca dell'Università di Padova su 524 studenti.

 

Un giovane su tre - il 33% tra gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado - ha già un’idea di impresa e ben il 65% si dice interessato a un percorso formativo per futuri imprenditori. Resta significativo il gap di genere, con la quota di ragazze che pensa a un domani nell’imprenditoria ferma al 17% contro il 44% dei coetanei. Al primo posto - nella lista dei criteri importanti per le scelta di carriera - figura l’equilibrio vita-lavoro, indicato da circa il 70% del campione - senza rilevanti differenze di genere. Questi alcuni dei dati più significativi emersi dalla ricerca Generazione Z e Generazione impresa: l’indagine - nata su iniziativa del Comitato Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio di Padova - è stata realizzata da Farestat, centro di consulenza del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova (fare.stat.unipd.it). La ricerca è stata presentata ieri sera, lunedì 12 ottobre, da Nicoletta Parise, analista del gruppo Farestat al Centro Culturale San Gaetano di Padova nel corso dell’evento Espresso Talks, format alla seconda edizione dedicato proprio ai giovani imprenditori e ai futuri imprenditori. Un appuntamento che ha registrato il sold out e si è rivelato ricco di stimoli e contenuti.

“L’Italia - spiega Laura Sposato, Presidente del Comitato Imprenditoria Giovanile della Camera di Commercio e Ceo di Joule, azienda associata a Confapi - è agli ultimi posti tra i Paesi sviluppati per tasso di attività imprenditoriale iniziale. I dati Almalaurea ci dicono inoltre che tra i laureati solo il 14% a cinque anni dal titolo è coinvolto in un lavoro autonomo. Quando, come Comitato, ci siamo chiesti quali azioni attivare per avvicinare i nostri coetanei all’imprenditoria, ci siamo detti che la prima cosa da fare era dotarsi di una fotografia che ci aiutasse a capire l’atteggiamento degli studenti verso questo mondo. Abbiamo quindi attivato un contatto con l’Università di Padova, affidando alla dottoressa Parise questa analisi. I dati emersi offrono indicazioni interessanti: considerato il basso tasso di natalità delle imprese giovanili, ci si poteva aspettare uno scarso interesse da parte degli studenti, i dati dicono invece che c’è un’apertura. Dobbiamo quindi chiederci perché queste idee poi non si traducono in attività di impresa. Spesso manca anche banalmente la conoscenza degli strumenti e delle opportunità a disposizione”.

Il campione dell’indagine era composto da 524 studenti di 13 diversi istituti - professionali, tecnici e licei - di cui 11 fra Padova e Provincia, per un totale di oltre 460 studenti, e 2 fuori regione.

“Dallo studio - spiega Parise - emerge che i giovani sono pronti per il mondo del lavoro, che uno su tre ha un’idea di impresa e fra questi il 20% dichiara di avere già iniziato a dare concretezza a queste idee. Ancor più significativa è la quota di chi è aperto verso la formazione, una disponibilità che indica la necessità di lavorare proprio su questo fronte”.

Un segnale di attenzione è rappresentato dalla minore propensione al lavoro autonomo registrata fra le ragazze, che risultano invece più aperte rispetto ai compagni maschi alla prospettiva di trascorrere un periodo della propria vita all’estero (65% contro 55%). Le ragazze dimostrano anche una minore fiducia nelle proprie capacità occupazionali: si dicono fiduciose nel 60% dei casi contro il 72% dei coetanei maschi.

“I dati emersi - aggiunge Sposato - ci stimolano a continuare a impegnarci per valorizzare modelli femminili. Anch’io ho portato la mia esperienza nel corso dell’evento perché confido che la mia storia, fatta di sfide e momenti di difficoltà come quella di tutti i giovani imprenditori e le giovani imprenditrici, possa ispirare altre giovani che magari non hanno considerato un futuro nel mondo dell’imprenditoria o hanno paura di buttarsi”.

Non sorprende la priorità assegnata alla conciliazione vita-lavoro, in cima alla lista in tutte le indagini che hanno fotografato Gen Z e mondo del lavoro: “In questo senso è importante - continua Tobia Zorzetto, vicepresidente del Comitato e founder di una startup come Sposato -, come abbiamo cercato di fare ieri sera attraverso le testimonianze proposte, saper raccontare un’impresa nuova, mostrare come anche l’attività di imprenditore non è necessariamente in antitesi con la conciliazione”.

Fra i settori oggetto delle idee di impresa indicate dai ragazzi e dalle ragazze interpellate figurano la meccanica e la ristorazione, ma anche il gaming o lo skincare, non mancano idee più originali che spaziano dal cat cafè al mondo k-pop. Gli elementi che attraggono - rispetto alla prospettiva di un’attività imprenditoriale, sono la crescita economica (40%), la possibilità di esprimere la propria creatività (17%) e di avere tempo per sé (14%), mentre i maggiori timori riguardano la dimensione della responsabilità (27%), i rischi non controllabili (26%) e l’assenza di uno stipendio fisso (19%). “Purtroppo - continua Parise - l'immagine che emerge è quella di un imprenditore solo e sovraccarico di impegni, in netto contrasto con la leggerezza con cui i lavoratori dipendenti sembrano dividersi le responsabilità. Questo scenario evidenzia quanto sia importante continuare a lavorare per far conoscere la rete di soggetti che già si adoperano per sostenere e dare supporto a chi fa impresa”.

L’evento è stato anche occasione per lanciare una call per raccogliere proposte, stimoli e idee da consegnare al Dipartimento di Scienze Statistiche, al Comitato Imprenditoria Giovanile e alla Camera di Commercio di Padova.

 

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

 

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