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INTERVISTA AL PRESIDENTE CAMISA «UN PIANO MARSHALL PER LE NOSTRE PMI»

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A margine dell'Assemblea Nazionale 2026, il Presidente Cristian Camisa traccia la rotta per il manifatturiero italiano tra innovazione, transizione digitale ed europeismo. Dal pacchetto di investimenti strategici da 25 miliardi di euro proposto al Governo fino alla centralità della logistica, ecco la visione di Confapi per accompagnare le imprese di Padova e del Veneto verso le sfide dei mercati globali.

 

Un anno di risultati concreti, di presenza sempre più incisiva ai tavoli istituzionali e di impegno costante a fianco delle piccole e medie imprese industriali. Ma anche uno sguardo coraggioso al futuro, con l'obiettivo di rafforzare l'intero Sistema Confapi e accompagnare gli imprenditori nelle sfide di un contesto economico in continua evoluzione.

Sono stati questi i temi al centro dell'Assemblea Nazionale Privata dei Delegati 2026, durante la quale il Presidente Cristian Camisa ha tracciato il bilancio dell'attività della Confederazione e delineato le priorità per i prossimi mesi: competenze e innovazione a partire dall'intelligenza artificiale, accesso al credito con il rilancio del ruolo dei Confidi, valorizzazione del Mezzogiorno, relazioni sindacali sempre più solide grazie ai rinnovi contrattuali e una presenza autorevole sui principali dossier nazionali ed europei.

In occasione di questo importante appuntamento associativo, abbiamo intervistato il Presidente Camisa per approfondire le sfide più urgenti che interessano il nostro manifatturiero e riflettere sulle prospettive di sviluppo per il tessuto produttivo padovano e veneto.

 

Presidente, la sua recente nomina a Vicepresidente di European Entrepreneurs CEA-PME rappresenta un importante riconoscimento per tutto il sistema Confapi. Alla luce del forte richiamo che lei ha avanzato di recente sul rallentamento dell'Unione Europea rispetto ai ritmi di crescita di Stati Uniti e Cina, quali sono i dossier prioritari su cui l'Europa deve accelerare per restituire competitività al nostro manifatturato?

«Rappresentare Confapi e portare le istanze dei suoi imprenditori a livello europeo costituisce per me un grande onore oltre che una grande responsabilità. Abbiamo un'opportunità fondamentale per rafforzare i rapporti vis-à-vis tra i nostri rappresentanti e le associazioni che sono parte vitale di European Entrepreneurs CEA-PME. Dobbiamo far sentire con forza la voce delle PMI europee e lavorare duramente a favore del nostro sistema produttivo.

L'Europa sta attraversando un momento cruciale: le ultime previsioni economiche mostrano chiaramente un preoccupante rallentamento, con il resto del mondo che continua a correre. La competitività delle nostre aziende manifatturiere - cuore pulsante dell'economia continentale - è messa a dura prova da una pluralità di fattori, tra cui l'ennesima impennata dei costi energetici legata alle tensioni internazionali e alle recenti crisi geopolitiche.

I 26 milioni di PMI e Mid-Cap presenti in Europa hanno bisogno di un contesto che permetta loro di prosperare. Per questo motivo, mi impegnerò affinché CEA-PME assuma un ruolo sempre più proattivo nei confronti delle istituzioni comunitarie. È indispensabile che l'UE acceleri i propri processi decisionali: Stati Uniti e Cina hanno tempi di reazione e di approvazione delle politiche industriali estremamente rapidi. L'Unione Europea deve sburocratizzarsi e adeguarsi alla velocità imposta dal mercato globale».

 

Confapi ha recentemente presentato al Governo una proposta strategica ambiziosa per mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti focalizzati su patrimonializzazione, transizione digitale e competitività delle PMI. Sostenere la crescita dimensionale e l'innovazione tecnologica è la vera chiave per il futuro?

«Stiamo vivendo un passaggio epocale: oggi la competizione globale si gioca interamente sull'innovazione e sulla digitalizzazione. Tuttavia, la trasformazione digitale non è solo una questione di macchinari, ma richiede nuove competenze capaci di accompagnare le imprese verso modelli organizzativi e produttivi più evoluti.

Occorre una nuova e coraggiosa politica industriale che sostenga gli investimenti, la ricerca e la patrimonializzazione delle PMI industriali. In questa prospettiva abbiamo presentato al Governo un pacchetto di proposte che definirei un vero e proprio "Piano Marshall per le PMI", in grado di mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti destinati a rafforzare la capitalizzazione delle imprese, accelerarne la trasformazione digitale e aumentarne la competitività strutturale».

 

Lei ha ribadito più volte il principio secondo cui "senza giovani non c'è impresa e senza impresa non c'è ricchezza", richiamando l'urgenza di colmare il divario digitale e manageriale. Il mismatch occupazionale e la difficoltà nel reperire e trattenere talenti sono tra le criticità più avvertite dalle aziende padovane: qual è la proposta di Confapi per avvicinare le nuove generazioni al manifatturiero e favorire una reale transizione manageriale?

«Le nostre imprese hanno un bisogno viscerale di capitale umano, competenze tecnico-scientifiche e visione manageriale. Senza giovani e senza talenti non c'è impresa, e senza imprese non c'è crescita economica. Si tratta di una sfida che riguarda l'intero Paese e che richiede una sinergia profonda tra istituzioni, aziende e parti sociali.

Siamo a un punto di svolta: nei prossimi tre anni si deciderà il futuro produttivo delle nostre aziende, che devono agganciare senza esitazioni il treno dell'innovazione e dell'intelligenza artificiale. Per far sì che i nostri giovani restino in Italia, abbiamo formulato una proposta concreta e dirompente al Governo: identificare un target di laureati in ambito STEM per i quali il salario lordo coincida temporaneamente con il salario netto. Contestualmente dobbiamo dare loro fiducia e responsabilità all'interno delle aziende, trasformandoli in veri e propri formatori interni capaci di guidare la classe imprenditoriale e manageriale sui temi dell'IA e della digitalizzazione».

 

In diversi suoi interventi recenti - tra cui l'integrazione di FIAP in Confapi e il dibattito sul Libro Bianco del MIMIT - lei ha sottolineato come la logistica incida per oltre il 14% sui costi delle PMI e debba essere considerata un fattore strategico di competitività, al pari delle politiche energetiche. Come possiamo trasformare l'ottimizzazione delle filiere in una leva di forza per le nostre imprese?

«L'ingresso in Confapi della FIAP, la principale realtà associativa nel settore del trasporto merci e della logistica, annunciato alla presenza del Ministro Adolfo Urso presso la sede del MIMIT, dimostra la crescente autorevolezza che la nostra Confederazione ha conquistato di fronte alle Istituzioni nazionali.

La logistica e il trasporto merci non sono meri costi operativi, ma vere e proprie leve strategiche per la competitività del Made in Italy. La scelta di percorrere una strada comune con FIAP nasce dalla consapevolezza che manifattura e logistica sono due componenti inscindibili del nostro sistema economico. Soltanto attraverso una visione integrata e condivisa sarà possibile ottimizzare i costi operativi e difendere i margini delle nostre aziende nei mercati interni ed internazionali».

 

Padova e il Veneto rappresentano uno dei cuori pulsanti dell'industria manifatturiera italiana, caratterizzati da flessibilità, propensione all'innovazione e straordinaria resilienza. In conclusione, qual è il suo messaggio di indirizzo per gli imprenditori della nostra associazione territoriale?

«Da sempre il Nordest e il Veneto si distinguono per l'eccezionale capacità di reazione e per la facoltà di andare in controtendenza anche nei momenti più complessi. Questo è merito dello spirito imprenditoriale del territorio, della straordinaria capacità delle nostre imprenditrici e dei nostri imprenditori di mettersi costantemente in gioco, di innovare e di guardare avanti.

In Italia, e a maggior ragione in un territorio così ad alta vocazione industriale come quello padovano, è necessario puntare finalmente e senza tentennamenti su una politica industriale basata sulle Piccole e Medie Industrie Private. Confapi porta avanti con coraggio le istanze di chi produce, perché gli imprenditori conoscono prima della politica gli orientamenti del mercato, le difficoltà e i punti di crisi del sistema produttivo.

Non ci sono più scuse: il nostro tessuto industriale ha permesso all'Italia di ripartire velocemente nel post-Covid e sta dimostrando una tenuta straordinaria di fronte alle turbolenze internazionali. Ora serve fare squadra - Governo, Istituzioni locali e Parti sociali - per attuare un programma a misura di PMI, capace di dirottare risorse ed energie verso il rafforzamento patrimoniale e gli investimenti. Confapi e i suoi imprenditori, anche a Padova, sono pronti come sempre a fare la propria parte con coraggio e senza paura».

 

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

 

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