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REFERENDUM, CONFAPI METTE A CONFRONTO LE RAGIONI DEL SÌ E DEL NO: DIBATTITO FRA OSTELLARI E MICALIZZI SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

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Un confronto aperto e senza pregiudizi sulle implicazioni legate al voto del 22 e 23 marzo: Confapi Padova ha messo attorno allo stesso tavolo sostenitori e critici del referendum, offrendo agli imprenditori un’occasione per orientarsi tra argomenti complessi e valutare con consapevolezza le possibili ricadute sul sistema produttivo.

 

Un confronto serio, partecipato e senza pregiudizi tra le diverse posizioni sul tema. Confapi Padova ha ospitato nella propria sede un confronto dedicato al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa, la prima svolta in collaborazione con Usarci Ara Padova e Rovigo del presidente Paolo Garcea, è stata introdotta dal vicepresidente per le relazioni istituzionali di Confapi Padova Franco Pasqualetti e moderata dal giornalista Giampiero Beltotto, che con grande equilibrio e competenza, di fronte a un’attenta platea di imprenditori e rappresentanti del mondo produttivo, ha saputo guidare la discussione mettendo a fuoco i principali nodi della riforma - dalla separazione delle carriere alla riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura - favorendo un confronto sereno, chiaro e trasparente tra i relatori. A confrontarsi, da una parte il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia e sostenitore del “sì”, dall’altra Andrea Micalizzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, schierato per il “no”.

 

OSTELLARI: «CON LA RIFORMA MAGISTRATI PIÙ LIBERI E STOP AL SISTEMA DELLE CORRENTI»

«Partirei dalla prima questione della riforma, ossia dalla separazione delle carriere. Se ne parla da quando ero ragazzino, di certo non la inventiamo noi. Questa modifica renderà più equo il nostro sistema giudiziario, perché finalmente ci sarà un giudice autonomo e indipendente da qualsiasi parte del processo, anche dall’accusa».

Ostellari ha ricordato anche come il tema sia presente da tempo nel dibattito istituzionale: «Giuliano Vassalli fu tra i primi a sostenere l’esigenza di modernizzare la Costituzione separando il pubblico ministero dal giudice. E Vassalli, direi, era tutto tranne che di destra. La riforma consentirà di rendere più liberi i magistrati, i pubblici ministeri e anche i giudici. È una riforma è pienamente all’interno della nostra Costituzione e permette finalmente di avere un pubblico ministero e un giudice autonomi».

Tra i temi centrali della riforma proposta, quello del sorteggio. «Il sorteggio consentirà di eliminare il fenomeno degenerativo delle correnti e permetterà a tutti i magistrati, soprattutto ai più giovani, di avere le stesse opportunità senza dover appartenere a una corrente. Non è vero che con questa riforma il potere giudiziario diventerà subordinato a quello esecutivo. La nostra democrazia si fonda sull’equilibrio tra i tre poteri dello Stato: il governo deve fare il governo, il Parlamento deve fare il Parlamento e la magistratura deve rimanere autonoma e indipendente. Chi invita a votare no lo fa per ragioni ideologiche e politiche che rischiano di danneggiare il Paese. Non è neppure vero che con il sorteggio possano essere scelti magistrati incapaci: il meccanismo riguarderà magistrati con esperienza e alta qualità professionale».

 

MICALIZZI: «IL RISCHIO È QUELLO DI ALTERARE L’EQUILIBRIO TRA I POTERI DELLO STATO»

Di diverso avviso Andrea Micalizzi, che ha espresso una valutazione critica sulla riforma: «Difendere la Costituzione significa difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Le riforme della giustizia devono servire ai cittadini, ma questa non affronta i problemi reali del sistema giudiziario. La separazione delle carriere viene presentata come il cuore della riforma, ma nei fatti i passaggi tra funzione giudicante e requirente riguardano meno di trenta magistrati su migliaia. Il nodo vero riguarda invece la composizione degli organi di autogoverno della magistratura».

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha pertanto richiamato il tema dell’equilibrio tra i poteri: «Il nostro Stato si basa sulla separazione dei poteri - esecutivo, legislativo e giudiziario - e il controllo esercitato dalla magistratura è un elemento essenziale della nostra democrazia. Il sorteggio per la componente togata del Csm rischia di indebolire la magistratura, penalizzando meritocrazia e rappresentanza. Inoltre la parte laica verrebbe estratta da una lista definita dal Parlamento: questo crea un’evidente disparità tra le due componenti. Non riduce i tempi dei processi, non rafforza gli uffici giudiziari, non prevede nuove assunzioni di personale e non migliora i servizi per chi attende una sentenza. In altre parole, non interviene su ciò che serve davvero ai cittadini. Quello che invece cambia sono gli equilibri tra politica e magistratura. Il rischio è che l’obiettivo sia rendere la politica più libera dai controlli della giustizia».

Inevitabile la dichiarazione di voto finale: «Per questo invitiamo a votare no al referendum: per difendere la Costituzione ed evitare un accentramento dei poteri».

 

PASQUALETTI: «IL VOTO, ELEMENTO FONDAMENTALE PER LA DEMOCRAZIA»

Presente all’incontro la “squadra” dei vicepresidenti al completo, con Giovanni Manta, Luigi Bazzolo, Jonathan Morello Ritter e Franco Pasqualetti, assieme alla presidente di ConfapiD Antonia Perozzo e al direttore dell’Associazione Davide D’Onofrio.

A Pasqualetti, delegato ai rapporti istituzionali, il compito di tirare le file: «Abbiamo organizzato questo incontro in vista dell’appuntamento referendario sulla modifica della Costituzione perché in queste settimane assistiamo, sui giornali e nei dibattiti pubblici, a confronti spesso molto accesi e polemici. Il nostro obiettivo, invece, è ascoltare in modo diretto le ragioni delle diverse posizioni, mettendole a confronto, così che ciascuno di noi possa farsi un’opinione consapevole anche rispetto agli effetti che questa riforma della giustizia può avere sul mondo delle imprese. Confapi Padova non assume una posizione di parte: il nostro ruolo è favorire un dibattito serio, informato e istituzionalmente corretto, offrendo alle imprese gli strumenti per valutare con attenzione i contenuti della riforma e le sue possibili ricadute. Ma qualunque sia l’opinione che ognuno maturerà, la cosa davvero importante è andare a votare. Partecipare agli appuntamenti elettorali, anche referendari, è un elemento fondamentale della democrazia. Temi come la giustizia, la certezza del diritto e l’equilibrio tra i poteri dello Stato non riguardano solo il sistema istituzionale, ma hanno effetti diretti sull’economia, sulle imprese e sullo sviluppo delle nostre comunità. Per questo informarsi, confrontarsi e partecipare è il modo migliore per esercitare una cittadinanza attiva e responsabile».

 

Diego Zilio

Ufficio Stampa Confapi Padova

stampa@confapi.padova.it

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