Approvazione del Consiglio regionale in tempi record per il bilancio di previsione 2026-2028. L’assessore Giacinti spiega le principali misure, tra cui «lo stanziamento di 270 milioni per attivare pienamente FESR, FSE+».
Quando lo avevamo intervistato a febbraio, nel pieno dei lavori di preparazione della manovra, Filippo Giacinti aveva indicato due priorità nette: approvare il bilancio con largo anticipo rispetto alla scadenza del 30 aprile e mantenere invariata la pressione fiscale, evitando interventi su IRPEF e IRAP. Oggi, con l’approvazione definitiva della Legge di stabilità, del Collegato e del Bilancio 2026‑2028, quelle promesse trovano riscontro nei fatti. Il Consiglio regionale ha infatti dato il via libera ai documenti il 2 aprile, consentendo alla Regione di uscire dall’esercizio provvisorio con un mese di anticipo.
«Un risultato che all’inizio forse non tutti pensavano possibile - spiega Giacinti, oggi assessore al Bilancio della Regione Veneto, dopo essere stato sindaco di Albignasego per due mandati - ma che abbiamo raggiunto con determinazione e grazie all’impegno del Consiglio. L’uscita dal regime dei dodicesimi permette agli uffici di programmare e impegnare risorse su base annuale o triennale, superando i vincoli mensili e accelerando l’avvio dei cantieri e dei bandi previsti per il 2026. La manovra, che supera i 18 miliardi di euro, diventa così immediatamente operativa, con effetti diretti sulla capacità della Regione di attivare investimenti e garantire continuità ai servizi».
No Irpef regionale, aliquote Irap invariate
Sul fronte fiscale, Giacinti conferma la linea annunciata a Confapi a suo tempo: nessun aumento dell’addizionale IRPEF e nessuna modifica alle aliquote IRAP. «Abbiamo costruito questo bilancio attraverso un rigoroso lavoro di razionalizzazione della spesa, recupero dell’evasione e riordino delle risorse, senza gravare ulteriormente sui cittadini», sottolinea. Una scelta che si accompagna a un metodo di lavoro improntato alla collaborazione con il Consiglio regionale, che l’assessore definisce «concreta e produttiva», e che ha portato a un miglioramento del testo finale attraverso gli emendamenti approvati.
Cofinanziamento dei fondi europei e programmazione
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il cofinanziamento dei fondi europei. Per attivare pienamente FESR, FSE+ e gli altri programmi comunitari, la Regione ha stanziato 270 milioni di euro nel triennio. L’approvazione anticipata del bilancio evita ritardi nella rendicontazione e nell’impiego di risorse fondamentali per innovazione, formazione, investimenti e internazionalizzazione. La certezza delle coperture consente inoltre di programmare con continuità interventi su sanità, sociale e istruzione, settori che in regime provvisorio subiscono spesso rallentamenti.
Oltre 11 miliardi per la Sanità
La sanità rappresenta il capitolo più consistente della manovra. Con uno stanziamento complessivo di 11,9 miliardi di euro - che salgono a 14,45 miliardi considerando le partite di giro - le ULSS possono ora programmare acquisti, assunzioni e investimenti senza i vincoli mensili dell’esercizio provvisorio. Il Fondo sanitario regionale supera gli 11 miliardi, mentre le prestazioni extra LEA sono finanziate con oltre 23 milioni. A questi si aggiungono risorse per il personale, per la medicina generale e per gli investimenti in edilizia sanitaria, digitalizzazione e strutture territoriali. «Restituire piena capacità programmatoria alla sanità significa dare certezze ai cittadini e agli operatori», osserva Giacinti.
Istruzione e diritto allo studio
Anche il diritto allo studio beneficia dell’approvazione anticipata del bilancio. La Regione ha stanziato 18 milioni di euro per garantire la copertura immediata delle borse universitarie 2025‑2026, assicurando il finanziamento integrale di tutti gli aventi diritto. La dotazione complessiva del sistema supera i 95 milioni, tra risorse regionali, fondi statali e contributi degli Atenei. La quota regionale del Fondo integrativo statale è pari a 14,5 milioni, cui si aggiungono ulteriori 3,5 milioni oltre la soglia minima prevista. Un intervento che si affianca ai 38 milioni destinati alle scuole dell’infanzia, fondamentali per sostenere un segmento educativo che spesso risente dei ritardi legati al regime provvisorio.
Le misure per lo sviluppo economico e le imprese
La manovra contiene un insieme articolato di interventi che toccano direttamente il sistema produttivo. Sul versante dello sviluppo economico, sono previsti finanziamenti per l’imprenditoria femminile, risorse per l’innovazione e per i distretti tecnologici, contributi per la transizione energetica e per le Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a fondi dedicati all’internazionalizzazione e all’attrazione di investimenti. Il basket bond regionale, con una dotazione fino a 5,99 milioni di euro, rappresenta uno strumento aggiuntivo per facilitare l’accesso al credito delle PMI. «Allo stesso tempo, guardiamo al sistema economico con 400.000 euro dedicati al passaggio generazionale nell’artigianato, sostenendo formazione e accompagnamento per garantire continuità a tante imprese che rappresentano un patrimonio identitario del nostro territorio».
Infrastrutture e competitività territoriale
La competitività passa anche dalle infrastrutture. Il bilancio stanzia 143 milioni di euro nel triennio per la rete stradale regionale, tra manutenzione straordinaria, gestione ordinaria e progettazione. Si tratta di un capitolo strategico per il Veneto centrale e per l’area padovana, in continuità con quanto l’assessore aveva dichiarato a Confapi su CAV, sull’ipotesi di affidamento in house della Brescia‑Padova e sulla necessità di completare i nodi viabilistici più critici.
A questo si aggiunge l’investimento sul Data Center di Padova, cinque milioni di euro per un’infrastruttura digitale sviluppata con Università e Camera di Commercio. Il progetto punta a rafforzare l’ecosistema regionale su intelligenza artificiale, supercalcolo e cybersicurezza, con ricadute dirette sulla competitività delle imprese e sull’attrattività del territorio.
Welfare, giovani e coesione sociale
Accanto ai capitoli economici, gli emendamenti approvati introducono misure che guardano alla coesione sociale e ai nuovi bisogni delle comunità. Tra queste, i progetti di coabitazione intergenerazionale nelle città universitarie, con 300 mila euro destinati a favorire l’incontro tra giovani e anziani e a contrastare la solitudine; il sostegno alle famiglie numerose; gli interventi per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo; le iniziative rivolte ai giovani attraverso i campi di formazione ANA. «Sono scelte che vanno nella direzione di costruire un Veneto più coeso», commenta Giacinti.
Uno sguardo al prossimo bilancio
L’assessore anticipa infine il metodo con cui sarà costruito il prossimo bilancio: un percorso partecipativo che coinvolgerà associazioni, terzo settore e amministrazioni locali. La manovra rappresenta dunque un passaggio operativo importante, ma anche l’avvio di una fase in cui il confronto con i corpi intermedi potrà incidere in modo più diretto sulle scelte future.
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova