La rigenerazione dell’area ex Italcementi di Monselice entra nella sua fase decisiva. Ad aprile partirà la demolizione del vecchio impianto, chiuso dal 2015, primo passo di un intervento che interessa complessivamente 66 ettari tra il cementificio e l’ex cava del Monte Fiorin: una delle operazioni di trasformazione urbana più estese oggi in corso in Veneto. Il progetto, presentato ufficialmente sabato 28 febbraio, nasce da un accordo pubblico‑privato tra il Comune e Roncello Capital, società del gruppo lombardo Vitali, e punta a restituire al territorio un’area strategica, trasformandola in un nodo per innovazione, energia rinnovabile e nuove opportunità produttive.
Il piano prevede la completa demolizione dei manufatti industriali nella porzione nord e la realizzazione di edifici tecnologici immersi nel verde, mentre l’ex cava sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione ambientale, con rimodellamento del terreno e l’installazione di un parco fotovoltaico da 24 ettari, schermato dalla morfologia del sito e dalle fasce boscate circostanti. Tra le ricadute pubbliche figurano la cessione di aree per nuovi impianti sportivi, il collegamento viario tra la bretella Italcementi e la SR10 fino al sottopasso di via Morale di Emo per migliorare l’accesso all’ospedale di Schiavonia, una pista ciclabile lungo tutto il comparto e la riconversione di 20 ettari in zona produttiva a basso impatto ambientale.
Le istituzioni locali hanno sottolineato il valore storico dell’intervento. Il vicesindaco reggente Stefano Peraro ha parlato di «una vittoria per Monselice» e di un progetto frutto di un dialogo costante tra amministrazione e investitori, mentre la consigliera regionale ed ex sindaca Giorgia Bedin ha ricordato come la chiusura della cementeria abbia segnato un’epoca e come la sua trasformazione rappresenti oggi «un evento unico per la comunità». Il presidente del Parco Colli Alessandro Frizzarin ha evidenziato la coerenza dell’operazione con gli obiettivi del Piano Ambientale e con il percorso di candidatura dei Colli Euganei a Riserva della Biosfera Mab Unesco.
Anche il mondo delle imprese guarda con attenzione a questa trasformazione. Confapi Padova ha partecipato alla presentazione con il vicepresidente Giovanni Manta, delegato per l’area Padova Sud, che ha sottolineato il valore economico e simbolico dell’intervento: «Siamo di fronte a un progetto che non si limita a recuperare un’area dismessa, ma che ridisegna il futuro produttivo della Bassa Padovana. Rigenerare un luogo che ha segnato la storia industriale di Monselice significa trasformare un’eredità del passato in un’opportunità per le imprese, per l’energia pulita e per le nuove generazioni. È un passaggio che testimonia la maturità di un territorio capace di fare sistema e di investire in modo sostenibile».
Per Manta, l’operazione rappresenta anche un segnale importante per l’attrattività dell’area: «Quando pubblico e privato collaborano con visione, si creano le condizioni per nuovi insediamenti tecnologici, per occupazione qualificata e per un ecosistema favorevole alle PMI. Confapi Padova continuerà a seguire da vicino questo percorso, perché la rigenerazione dell’ex Italcementi non riguarda solo Monselice, ma l’intero tessuto produttivo della Bassa».
La demolizione del vecchio impianto, attesa da anni, segnerà dunque l’inizio concreto di una trasformazione che punta a coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita, restituendo alla comunità un’area che per decenni ne ha definito il paesaggio e l’identità.
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova