Ripensare la sicurezza del territorio nell’era dei cambiamenti climatici. È stato questo il filo conduttore della giornata di studi “Resilienza territoriale: piano, progetto e tecnologia per città e territori sicuri”, ospitata il 29 maggio all’Auditorium della Camera di Commercio di Padova e promossa dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova, dalla Fondazione Ingegneri Padova e dal Dipartimento ICEA dell’Università di Padova. Un appuntamento che ha riunito mondo accademico, istituzioni, professionisti e imprese per affrontare una sfida che non è più soltanto ambientale, ma anche economica, infrastrutturale e industriale.
A rappresentare Confapi Padova è stato il vicepresidente Franco Pasqualetti, che nel suo intervento ha sottolineato come il confronto tra competenze diverse sia oggi indispensabile: «La sicurezza del territorio non è un capitolo tecnico da addetti ai lavori. È un fattore competitivo, un presupposto per la continuità produttiva e per la qualità della vita delle nostre comunità».
Pasqualetti ha ricordato come l’alluvione del 2010 abbia segnato uno spartiacque per il Veneto, spingendo la Regione ad avviare uno dei più estesi programmi italiani di difesa idraulica. Bacini di laminazione, casse di espansione, interventi diffusi su argini e reti idrauliche: opere che negli ultimi anni hanno dimostrato concretamente la loro efficacia, evitando nuove esondazioni in aree storicamente fragili. «Questi interventi – ha osservato – ci dicono una cosa semplice: le opere servono. Non sono un costo improduttivo, ma un investimento sulla competitività del territorio».
Accanto ai risultati raggiunti, Pasqualetti ha richiamato però la necessità di una nuova fase. I cambiamenti climatici stanno modificando la natura del rischio: eventi più intensi e concentrati, urbanizzazione diffusa, reti idrauliche minori spesso insufficienti. «Serve un approccio sistemico, che integri pianificazione, manutenzione, tecnologia e coordinamento istituzionale».
Per il sistema produttivo, resilienza significa continuità operativa: garantire che un evento meteorologico estremo non blocchi produzione, logistica, viabilità, approvvigionamenti, collegamenti energetici e digitali. Da qui l’importanza di investire in monitoraggio avanzato, manutenzione preventiva, gestione dei dati e strumenti predittivi capaci di anticipare le criticità.
Pasqualetti ha concluso con un messaggio chiaro: «Il Veneto ha dimostrato che investire nella sicurezza territoriale produce risultati. Ora dobbiamo consolidare questo percorso con una visione di lungo periodo. La resilienza non può essere soltanto risposta all’emergenza: deve diventare un criterio permanente di pianificazione territoriale, industriale e infrastrutturale».
Una prospettiva che Confapi Padova condivide pienamente, consapevole che la competitività delle imprese passa anche dalla capacità del territorio di essere sicuro, moderno e preparato alle sfide del futuro.
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova