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Ritardi pagamenti PA: denuncia di Confapi all'UE

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A seguito della denuncia da parte di Confapi alla Commissione Europea, attraverso la voce del Vice Presidente Antonio Tajani, l’organo esecutivo dell’Unione Europea ha trasmesso formale denuncia alle autorità italiane sui gravi ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione verso le imprese italiane fornitrici di beni e servizi. L’Italia avrà ora due mesi di tempo per relazionare a Bruxelles come intende procedere alla sanatoria dei debiti verso le imprese; in caso contrario, il nostro Paese vedrà attivato nei suoi confronti l’avvio del procedimento d’infrazione secondo le regole del diritto dell’Unione Europea.

L’annosa questione dei ritardi nei pagamenti ai fornitori e dei debiti fuori bilancio delle amministrazioni pubbliche ha assunto, negli ultimi anni, un grado di urgenza crescente, sotto l’azione del continuo peggioramento delle condizioni e delle prospettive economiche generali e, in particolare, delle imprese. La direttiva europea 2001/7 sui ritardi dei pagamenti entrata in vigore il 16 marzo 2013 e recepita in anticipo nell'ordinamento italiano dispone, per i contratti conclusi a decorrere dal 1° gennaio 2013:

  • il termine ordinario di trenta giorni per i pagamenti;
  • il prolungamento del termine di pagamento oltre i trenta giorni, se il debitore è una pubblica amministrazione, deve sempre risultare espressamente e, in ogni caso, non può superare i sessanta giorni;
  • che gli interessi moratori, che decorrono automaticamente alla scadenza del termine, determinati nella misura di quelli legali di mora - finora stabiliti al 7 per cento in più rispetto al tasso fissato dalla BCE per le operazioni di rifinanziamento - aumentino all'8 per cento.

La stima più recente della Banca d’Italia valuta il totale dei crediti delle imprese nei confronti della PA in circa 90 miliardi (in crescita rispetto agli anni precedenti); una stima sostanzialmente coerente con quella trasmessa a Eurostat, se si considera che la Banca d’Italia ricomprende anche i crediti per spese in conto capitale, in larga misura riferibili a imprese di costruzioni (circa 15 miliardi) e i crediti ceduti pro soluto a intermediari finanziari (circa 10 miliardi) già compresi, come tali, nel debito pubblico.

L’Ufficio Studi della Confapi negli scorsi mesi ha condotto un’indagine su un campione rappresentativo di imprese dislocate sull’intero territorio nazionale e rappresentativo dei vari comparti produttivi con lo scopo di raccogliere informazioni sul tema dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. E’ emerso che circa un terzo del campione delle imprese intervistate dichiara di vantare crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

Di questo 31% d’imprese, circa il 26% sono imprese Metalmeccaniche, il 16,7% sono realtà che operano nel settore dei Servizi, circa il 13% sono imprese Edili e l’11% sono imprese appartenenti al comparto del commercio. Il 14,8% sono altre imprese manifatturiere che non si identificano nella classificazione delle categorie Confapi. Di queste imprese circa il 31,5% vanta crediti inferiori ai 50.000 euro, tra i 50.000 euro e i 300.000 euro sono circa il 41%, tra i 300.000 euro e il milione di euro il 16,7% ed infine oltre il milione di euro sono ben l’11% delle imprese. Il 32,7% delle imprese vantano crediti verso i comuni. Dall’indagine emerge infatti che questa è la categoria di Pubblica Amministrazione verso la quale le imprese vantano crediti maggiori. Il 18,2% delle aziende vanta crediti nei confronti dei Ministeri e il 16% verso le Asl e le Aziende ospedaliere. Circa il 22% degli intervistati ha dichiarato di vantare crediti nei confronti di altri soggetti pubblici. Il 31,5% delle imprese dichiara che il tempo medio di incasso dei crediti va oltre i 12 mesi. Le imprese che dichiarano tempi medi di incasso dai 3 ai 9 mesi sono il 50%. L’11,5% delle imprese ha richiesto la certificazione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione ai sensi dei decreti ministeriali del 22 maggio 2012 e del 25 giugno 2012. Circa il 15% delle imprese monetizza i crediti verso la Pubblica Amministrazione attraverso la cessione del credito principalmente con modalità pro solvendo (71,43%). Rispetto all’anno 2011 le imprese (40,7%) rilevano un allungamento dei tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione.

Tali ritardi hanno raggiunto una dimensione pari ad oltre il 50% del fatturato del settore, con conseguenze particolarmente gravi trattandosi di attività labour intensive. L’onere di tale situazione pone gravi problemi alle imprese, per l’incidenza negativa sui programmi di investimento e sviluppo e per gli impropri oneri finanziari, spesso di dimensione ben superiore al preventivato rischio d’impresa.

Ufficio stampa Confapi Padova
stampa@confapi.padova.it

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