Presentato il Documeto di fattibilità per il raddoppio della SR 308 tra Padova Est e Castelfranco: 150 milioni per due corsie per senso di marcia, ma i lavori non partiranno prima del 2030. Il presidente Trevisan: «Serve accelerare l’iter per un'opera attesa da anni dal territorio».
Confapi Padova accoglie con favore la presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per il raddoppio della SR 308, la Nuova Strada del Santo tra Padova Est e Castelfranco, illustrato martedì 8 settembre da Veneto Strade alla presenza del presidente della Regione Alberto Stefani. L’intervento, che prevede 150 milioni di euro per il potenziamento a due corsie per senso di marcia nel tratto tra Mejaniga e Cadoneghe, va nella direzione più volte sollecitata dal mondo produttivo.
«Accogliamo con soddisfazione l’avvio formale di un percorso che le imprese dell’Alta Padovana attendono da anni», dichiara il presidente di Confapi Padova, Marco Trevisan. «Lo avevamo detto con chiarezza in più occasioni pubbliche e in particolare nel convegno che abbiamo promosso a Piazzola sul Brenta, “Alta Padovana: le strade che creano sviluppo” assieme agli assessori del territorio: la SR 308 non è solo un problema di viabilità locale, ma un nodo strategico per la competitività dell’intero sistema produttivo del territorio, con riflessi diretti su logistica, tempi di consegna e attrattività per nuovi investimenti».
Secondo il presidente di Confapi Padova, i numeri diffusi da Veneto Strade confermano l’urgenza segnalata dall'associazione: un traffico che supera i 47 mila veicoli al giorno, punte orarie di oltre 12 mila mezzi e velocità medie che nella strozzatura di Cadoneghe crollano a 24 km/h. «Sono dati che raccontano una condizione ormai insostenibile per le aziende che ogni giorno devono spostare merci e persone lungo quest'asse», aggiunge Trevisan. «Il collegamento con l’Interporto e la futura porta d’accesso al nuovo ospedale di Padova Est rendono questo intervento ancora più prioritario».
Confapi Padova esprime tuttavia una nota di attenzione sulle tempistiche. Il cronoprogramma indicato da Regione e Veneto Strade colloca il taglio del nastro nel 2032-2033: «Comprendiamo che si tratti di un’opera complessa, che richiede risorse ingenti e passaggi tecnici rigorosi», osserva Trevisan, «ma chiediamo che vengano individuati strumenti per accelerare, dove possibile, l’iter autorizzativo e di finanziamento. Le imprese non possono attendere un decennio per vedere risolto un collo di bottiglia che oggi pesa concretamente su produttività e costi di trasporto».
L’Associazione ribadisce infine la necessità di un approccio integrato, che tenga insieme il potenziamento della 308 con gli altri interventi in cantiere sull’Alta Padovana, a partire dalla SR 47 Valsugana, anch’essa al centro del confronto promosso da Confapi lo scorso anno. «Continueremo a fare la nostra parte, come portavoce delle imprese, per sostenere una programmazione infrastrutturale che guardi al medio-lungo periodo senza perdere di vista l’urgenza del presente», conclude Trevisan.
Nella foto Marco Trevisan
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova