Confapi Padova presente all’evento internazionale dedicato a salute, prevenzione e tecnologie mediche, in programma da giovedì 13 a sabato 15 marzo a Padova Congress. Tre giornate dense di incontri - promossi da Regione del Veneto, Comune di Padova, Università degli studi di Padova, Camera di Commercio di Padova e Fondazione Cariparo - per far scoprire ad addetti ai lavori, studenti e cittadini le frontiere della tecnologia applicata alla salute.
A rappresentare l'Associazione all'evento inaugurale, il vicepresidente Franco Pasqualetti e il vicepresidente nazionale di Confapi Salute, Università e Ricerca Lino Bruni. Ad aprirlo i saluti istituzionali del presidente della Regione Veneto Luca Zaia - che ha ricordato come la Regione investa ogni anno 10,5 miliardi in sperimentazione, studio, medicina e intelligenza artificiale - del Sindaco di Padova, Sergio Giordani, Daniela Mapelli, Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Gilberto Muraro, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Antonio Santocono, Presidente Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Padova.
Tante le voci autorevoli che si confronteranno sul palco del forum, tra queste quella di Rosario Rizzuto, Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Padova e membro del Comitato Scientifico, che spiega: «L’avanzamento rapido di conoscenze e tecnologie sta rendendo realtà un obiettivo affascinante della medicina, la cura personalizzata di ogni paziente. Sviluppare farmaci nuovi, disegnati sull’individualità di ogni soggetto malato, significa avere cure più efficaci, con meno effetti collaterali. È una grande sfida, e il World Health Forum chiama a raccolta scienziati e medici da tutto il mondo per discutere come tradurre l’esplosione della conoscenza scientifica in cure efficaci e accessibili a tutti».
Uno dei temi al centro del Forum è quello degli organoidi – ovvero piccole repliche di organi e tessuti umani – su cui presenterà una relazione Nicola Elvassore, professore Ordinario di Ingegneria Chimica e direttore scientifico del VIMM e componente del Comitato Scientifico, che spiega: «Sono sistemi multicellulari che formano un modello tessuto che ben si adatta a descrivere quelli di diversi organi dell’uomo. Hanno strutture simili a quelle umane e hanno funzionalità che si avvicinano, anche se non sono copie perfette. Possiamo dire che assomigliano a modelli in miniatura dei tessuti e organi umani – afferma il professore -. Sono importanti perché alcuni organi dell’uomo sono inaccessibili allo studio, pensiamo ad esempio al cervello. Altri tessuti hanno questa caratteristica in alcune fasi del loro sviluppo, ad esempio durante lo sviluppo embrionale o fetale. Poter osservare modelli umani accessibili rappresenta un grandissimo valore per la ricerca, per lo studio di alcune malattie. Gli organoidi possono essere generati in laboratorio, e in questo modo li possiamo studiare, un percorso che ci aiuta ad imparare. Faccio un esempio: quando questi modelli si ammalano siamo in grado di osservare l’evoluzione della patologia. Oggi, grazie agli organoidi, stiamo studiando una malattia genetica legata all’autismo, la Sindrome dell’X Fragile. Certo siamo agli albori, ci sono ancora variabilità intrinseche. Molti ci chiedono se potranno essere usate come 'pezzi di ricambio'. Certo, solo quando saranno stabili e sicuri per il paziente».
A intervenire sul palco del World Health Forum Veneto voci autorevoli in ambito istituzionale ed economico e scienziati italiani e da tutto il mondo, provenienti da istituzioni accademiche di primo piano come Harvard Medical School, King's College London, Imperial College London e University of Navarra. Gli eventi sono aperti a tutti e quelli in lingua inglese saranno tradotti simultaneamente. Una delle novità riguarda la cabina di regia, formata da un Comitato Scientifico di prestigio internazionale presieduto da Giorgio Palù, professore emerito del Bo, nonché presidente della Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto ETS, che evidenzia: «Molteplici e di grande attualità gli argomenti che il WHFV affronta nei tre giorni di seminari. Gli sviluppi della medicina moderna si basano sulle scienze biomediche, di base e cliniche, insieme alla tecnologia che si è sviluppata negli ultimi tempi, prima con le biotecnologie, fino all'impiego mirato di tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale. Oggi, per esempio, siamo in grado di sequenziare il genoma in un paio d'ore, quando una volta occorrevano anni. Questo aiuta a creare terapie sempre più mirate. A ciò si aggiungono le scoperte scientifiche che offrono diverse opportunità. Il congresso, pertanto, ha proprio il compito di portare i risultati legati all'innovazione, ma anche di aprire un dibattito su quello che deve essere il ruolo del nostro Paese nella ricerca farmaceutica. Vuol dire puntare su nuove realtà d'impresa, di cui il Veneto ha bisogno: innovazione tecnologica e scientifica, coniugate ad un nuovo sviluppo industriale. Mettere a frutto tutto questo significa portare i risultati nei nostri ospedali, sul letto dei pazienti. Salute non è solo curare, ma anche garantire un ambiente sicuro».
Cinque le sessioni della giornata inaugurale, che hanno toccato argomenti come ambiente e agenti infettivi, eziologia del cancro, microbiota e resistenza antimicrobica, epidemiologia e alimentazione. Riflettori accesi sul legame tra ambiente, stili di vita e salute, con interventi chiave sui determinanti ambientali e nutrizionali delle malattie. Il tema della prevenzione è stato approfondito dal Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione del Veneto e membro del Comitato Scientifico, Francesca Russo, che ha parlato della politica sanitaria preventiva in Regione. Tra i dati emersi, quelli sulle vaccinazioni dei bambini entro i primi 15 mesi: in Veneto la copertura vaccinale contro il virus respiratorio sinciziale dei neonati si attesta all’82,5%, e quella contro il morbillo raggiunge il 95%. La quota di persone sedentarie tra i 18 e i 69 anni si ferma al 15,5%, contro il 28% della media italiana mentre i fumatori sono il 21% contro il 24,5% nazionale. Bene anche le vaccinazioni degli anziani, con una copertura per Pneumococco e Herpes Zoster tra i 65enni pari al 55%. L’adesione agli screening oncologici, per il colon-retto si attesta al 64%, per la mammella al 77% e per la cervice uterina al 62%.
QUI IL PROGRAMMA
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova